🛒 Mr buy, Mrs buy – i diritti dei consumatori contro le vendite B2B 

B2B, B2C– suona un po’ come una formula chimica, non è vero? 🧪 Non c’è dubbio che gestire un’attività di e-commerce non sia complicato come fare un esperimento di scienze 😊. Tuttavia, quando si intende creare un negozio online, è necessario avere alcune conoscenze di base sulla vendita nei canaliBusiness-to-Business (B2B)eBusiness-to-Consumer (B2C), nonché sulla vendita a quasi-consumatori. Sì, avete ragione a pensare che ciò che differenzia i suddetti canali è il pubblico a cui sarà rivolta la vostra offerta di vendita.

La vendita alle aziende e quella ai singoli clienti, pur avendo molte analogie, sono fortemente diverse. A ciò si aggiunge la vendita alle aziende, che in alcune situazioni possono essere trattate come consumatori. Le differenze tra i suddetti canali di vendita riguardano molti aspetti, come la gestione della strategia di comunicazione e marketing, il processo di acquisto, i prezzi e i tipi di pagamento. Tuttavia, ciò che dovete assolutamente tenere a mente quando avviate la vostra attività di e-commerce – e su cui ci concentreremo ora – è che le vendite B2B e B2C comportano unambiente legale leggermente diverso all’interno del quale opererete il vostro negozio online. 🛍️

Cosa influenza il fatto che il cliente del vostro negozio sia un consumatore o un’azienda?🤔

La regola generale è che il venditore ha più margine di manovra quando opera nel canaleB2B. Ciò significa che il rapporto B2B, in quanto rapporto professionale a due facce (venditore – commerciante e acquirente – commerciante), è privato del carattere protettivo di cui gode il consumatore in quanto parte contrattuale più debole. In questo caso, il venditore è vincolato da regole meno “rigide” che impongono l’applicazione di soluzioni specifiche e i diritti degli acquirenti possono essere modellati più liberamente. La situazione cambia quando si scopre che l’acquirente dei vostri beni o servizi è unconsumatore, cioè una persona che effettua un acquisto non direttamente collegato alla sua attività economica o professionale. 🛒

In entrambi i casi, le disposizioni che descrivono i diritti e gli obblighi reciproci – vostri come venditori e dei vostri clienti, siano essi imprese o consumatori – devono essere incluse nelregolamento del negozio. Non è necessario creare norme e regolamenti separati per ogni canale di vendita (anche se in teoria si potrebbe): è sufficiente descrivere adeguatamente i diritti dei clienti-consumatori e dei clienti-imprese all’interno di un unico regolamento. 📜

Quali sono gli aspetti da descrivere a seconda che l’acquirente sia un professionista o un consumatore?🧐

Clausole abusive 🚫

La prima questione riguarda le cosiddetteclausole contrattuali abusive. Secondo la normativa, se una clausola di un contratto stipulato con un consumatore non è stata concordata individualmente con quest’ultimo, tale clausola non è vincolante per il consumatore se modella i suoi diritti e obblighi in modo contrario alla buona prassi, violando gravemente i suoi interessi.

Esempi di clausole abusive:

  • Una clausola che subordina la possibilità di presentare un reclamo su un bene acquistato al pagamento delle spese di spedizione da parte del consumatore.
  • Una clausola che presuppone che il commerciante possa cambiare le regole del negozio in qualsiasi momento e senza doverne giustificare il motivo.

Prima di scrivere i termini e le condizioni del vostro negozio, date un’occhiata al Registro delle clausole vietate e assicuratevi di non trovare nulla di ciò che intendete inserire nei vostri termini e condizioni. Guardate l’argomentocon buon senso: se un termine o una condizione non sono “equi”, abusano della posizione del venditore, privano il consumatore di alcuni diritti che normalmente ha, state calpestando un ghiaccio fragile. 🧊

Diritto di recesso 🛑.

Voi stessi avete fatto acquisti online più di una volta come consumatori, quindi sapete bene che nel caso di venditeB2C, la regola è che ilcliente puòrecedere dal contratto di vendita entro 14 giorni. Questo diritto non può essere limitato dal commerciante al consumatore, tranne in alcune situazioni particolari. La situazione è diversa se vendete i vostri beni a un commerciante.

Naturalmente, potete prevedere un diritto di recesso o di restituzione/scambio dei beni per l’acquirente-trader (in effetti, questo viene fatto spesso da aziende di e-commerce affermate), ma in tal caso, i diritti dell’acquirente saranno esclusivamente il risultato della vostra politica di vendita e potrete modellarli nel modo più conveniente per il vostro negozio. 🛍️

Garanzia e reclami 🛠️

Le maggiori differenze tra le venditeB2BeB2Criguardano i diritti del cliente nell’ambito dellagaranzia per i difetti della merce venduta(per le vendite al consumatore dopo il 1° gennaio 2023). – per la non conformità dell’articolo venduto al contratto). Nel caso delle vendite B2B, i diritti del cliente possono in linea di principio essere modellati liberamente dal commerciante. Nel caso delle vendite B2C, invece, il commerciante che gestisce il negozio online deve garantire che il consumatore possa esercitare i diritti di garanzia garantiti dalla legge. ⚖️

Obblighi di informazione 📝

Infine, ma non meno importante, nel caso di venditeB2C, la legge sui diritti dei consumatori impone al professionista che gestisce un negozio online l’obbligo di fornire al consumatore una serie diinformazioni, tra cui, ma non solo:

  • le caratteristiche del prodotto venduto
  • il prezzo del prodotto
  • i diritti del consumatore in relazione all’acquisto,
  • i dati di contatto del commerciante.

Tutto ciò influisce molto sulla forma del percorso di acquisto. Naturalmente, anche quando vendete nel canaleB2B, fornirete ai vostri clienti una serie di informazioni, spesso sovrapponibili a quelle delle vendite B2C, ma gli obblighi relativi alla portata delle informazioni fornite e al livello di dettaglio saranno molto più ridotti in questa situazione.

Un professionista può essere un consumatore?🕵️‍♂️

Infine, una piccola eccezione 😉 Se fino al 31 dicembre 2020 la divisione tra consumatori e professionisti sopra descritta era chiara e non dava luogo ad alcuna eccezione, è necessario sapere che dal 1° gennaio 2021 è emersa una nuova, terza categoria di soggetti: il cosiddettoprofessionista consumatore.

Chi è? 🤔

Si tratta dei commercianti individuali, ossia delle persone fisiche che gestiscono un’impresa individuale registrata nel CEIDG, che concludono un contratto di vendita direttamente collegato alla loro attività commerciale con un commerciante che gestisce un negozio, se dal contenuto del contratto risulta che esso non ha carattere professionale per tale persona.

Esempi:

  • Un avvocato che acquista una stampante per il suo ufficio 🖨️.
  • Un medico che acquista un’auto per recarsi al suo ospedale 🚗.
  • Un architetto che acquista una macchina da caffè per l’ufficio ☕.

In generale, per questi clienti, dovrete garantire che siano trattati come consumatori nel vostro negozio, anche se – per consolazione – in caso di controversia, sarà l’acquirente a dover dimostrare di avere diritto allo status di impresa in base ai diritti dei consumatori.

Attenzione!⚠️

Nel mercato è possibile imbattersi anche nel termine prosumer, ma ricordate che il termineprosumerè utilizzato anche nella legge sulle FER e si riferisce a una persona che è coinvolta nella produzione e nel successivo consumo di ciò che ha prodotto (ad esempio l’elettricità). I due prosumer non devono quindi essere confusi! ⚡

Sembra complicato? Sì, creare un buon regolamento per i negozi online che garantisca il rispetto di tutte le normative non è la cosa più semplice sotto il sole, ma si può fare! Se avete bisogno di supporto, contattateLBKP, gli esperti di e-commerce che hanno preparato la parte legale della nostra guida. 📚

Internet non ha confini – o i problemi legali della vendita di servizi e prodotti all’estero

Nel 2003 una band polacca cantava in tedesco che non ci sono confini. Questo è vero, ma fortunatamente siamo nell’anno 2024 e le vostre opportunità di e-commerce fanno un ulteriore passo avanti: potete vendere online a più di 3 persone (si potrebbe dire:Loro Più) e non solo in Germania! 🌍

Passando senza problemi agli aspetti legali a cui dovete prestare attenzione quando vendete servizi e prodotti all’estero, esaminiamo innanzitutto la documentazione necessaria per il corretto e legale funzionamento del vostro e-commerce, che consiste in ..:

  • 📜 i termini e le condizioni del negozio online
  • 🔐 informativa sulla privacy (obblighi di informazione ai sensi del RODO e cookie)
  • ✉️ regolamento della newsletter (se previsto)
  • 🔄 regolamento sui resi e sui reclami

📜 regolamento del negozio

Tra i documenti sopra citati, il più importante, e quello con cui si consiglia di iniziare la compilazione della relativa documentazione, è proprio il regolamento del webshop.

Si tratta di una questione piuttosto complessa, ma per semplificarvi la vita in futuro e per rispettare i requisiti di legge, è consigliabile definire, tra lealtre cose, ..:

  • ⚖️legge applicabile– Sta a voi scegliere la legge applicabile. Ovviamente, nel caso di un negozio polacco, sarà più semplice e sicuro scegliere la legge polacca. Aggiungiamo anche che la scelta di questa legge non priva il consumatore della protezione garantita dalle leggi del paese di origine del cliente.
  • 🛒la gamma di servizi elettronici disponibili– Si tratta di ciò che il cliente può effettivamente fare nel vostro negozio. Di solito vengono menzionati aspettiquali l’account utente, la newsletter, la stipula di contratti di vendita ecc.
  • 💸termini e condizioni del contratto di vendita– Una parte molto importante dei termini e dellecondizioni. Vale la pena indicare qui i tempi di acquisto, le valute, i metodi di pagamento e di evasione dell’ordine, o la questione delle tasse.
  • 🚚terminiecondizioni di consegna– Specifica questioni come i costi di spedizione, i metodi di consegna disponibili, i tempi di consegna.
  • 🔄termini di reclamo– È utile avere una procedura in caso di reclami. Specificate quali sono i diritti del cliente ed entro quali termini.
  • 🤝condizioni per la gestione extragiudiziale dei reclami (ADR)– Indicare le possibilità di gestione extragiudiziale dei reclami, anche se non è obbligatoria.
  • 📝 documenti esemplificativi– È utile includere moduli esemplificativi, ad esempio per il reclamo e il ritiro.

🔐 Informativa sulla privacy, ovvero obblighi di informazione ai sensi del RODO e cookie

L’adempimento degli obblighi in materia di dati personali imposti dal RODO è un altro argomento importante. Si tratta principalmente degli obblighi di informazione nei confronti del cliente e delle informazioni relative ai cookie.

Nella vostra informativa sulla privacy, spiegate, tra lealtre cose..:

  • Chi siete e come trattate i dati personali dei clienti,
  • quali diritti ha il cliente a questo riguardo
  • Quali dati vengono raccolti, per quale scopo, su quale base legale e per quanto tempo vengono trattati,
  • chi ha accesso ai dati.

Inoltre, specificate in un documento separato cosa sono i cookie, quali tipi di cookie esistono e per quali scopi vengono utilizzati dal vostro e-commerce.

✉️ Newsletter e norme su resi e reclami

Ricordate che anche questi termini e condizioni sono parti importanti della vostra documentazione, soprattutto se vendete all’estero. Dovrete renderli disponibili in inglese. 📄

🚫 Geoblocking

Il geoblocking (geo-blocking) è la restrizione dell’accesso degli utenti a un sito specifico in base al loro paese di residenza o di soggiorno. Tuttavia, è stata introdotta una legislazione che vieta tale discriminazione nel commercio all’interno dell’UE.

Un esempio interessante di geoblocking è l’accesso alle piattaforme di streaming, come Netflix, dove l’offerta può variare da Paese a Paese. 🌍

📝 Pratiche di consenso su Internet

È bene tenere presente che, nonostante le normative paneuropee, i vari Paesi hanno prassi diverse in materia di consenso al trattamento dei dati personali o all’invio di newsletter.

🚀 Sintesi

La preparazione accurata della documentazione relativa all’e-commerce è il primo passo verso il successo. Una documentazione ben preparata eviterà controversie con i clienti e costruirà un’immagine positiva dell’azienda.

Se avete bisogno di una consulenza, contattateci 📞

Intelligenza artificiale: cos’è (da un punto di vista legale) e come il mondo la sta affrontando

Nel campo della tecnologia in rapida evoluzione, l’intelligenza artificiale (AI) è una forza dirompente che non solo ha trasformato le industrie, ma ha anche sollevato molte domande e sfide legali”.

Chat GPT ha chiesto di presentare l’intelligenza artificiale nel contesto delle sfide legali.

Esiste una definizione di intelligenza artificiale?

Attualmente non esiste una definizionelegaledi intelligenza artificiale né in Polonia né nell’Unione Europea. Una situazione simile esiste anche in altre importanti giurisdizioni del mondo. Probabilmente la definizione più vicina all’IA è quella di “processo decisionale automatizzato” contenuta nel RODO, che può includere alcuni sistemi di IA.

Il RODO, all’articolo 22, definisce il processo decisionale automatizzato come:

“… una decisione basata esclusivamente su un trattamento automatizzato, compresa la profilazione, che produca effetti giuridici nei confronti di (…) una persona o che incida significativamente su tale persona in modo analogo”.

Tuttavia, questa definizione nella sua forma attualenon è abbastanza specifica da “coprire” sufficientemente il concetto di sistemi di intelligenza artificiale come li conosciamo oggi.

Da un punto di vista legale, l’intelligenza artificiale è quindi “solo” una tecnologia o un insieme di tecnologie ed è regolamentata come qualsiasi altra tecnologia – attraverso una serie di norme diverse applicabili a contesti o applicazioni specifiche. Può essere usata per scopi positivi o per causare danni, può essere legale o illegale: tutto dipende dalla situazione e dal contesto.

Perché la regolamentazione dell’intelligenza artificiale è così importante?

Il ritmo di sviluppo dell’intelligenza artificiale sta accelerando. E poiché l’intelligenza artificiale è una “forza dirompente”, i diversi Paesi stanno lottando per descrivere la tecnologia a fini legislativi. In passato, i legislatori raramente prendevano in considerazione la creazione di una nuova legislazione a livello internazionale specifica per una singola tecnologia. Tuttavia, gli ultimi anni hanno dimostrato che un numero sempre maggiore di scoperte tecnologiche richiede una risposta giuridica rapida: non occorre guardare lontano, basta pensare al cloud computing, alla blockchain e ora all’intelligenza artificiale.

Ad esempio, diverse parti o componenti di questa tecnologia possono essere di proprietà di persone o aziende diverse (ad esempio, il copyright di un certo codice di programma o la proprietà dei database), ma l’idea di intelligenza artificiale è pubblica. E poiché un numero sempre maggiore di strumenti e di conoscenze sull’intelligenza artificiale sono resi disponibili a tutti, in teoria chiunque può utilizzare gli strumenti dell’intelligenza artificiale o crearne di nuovi. Questo può comportare potenziali abusi, ed è per questo che la regolamentazione della tecnologia è così importante.

Perché? Tutti concordano sul fatto che l’intelligenza artificiale ha il potenziale per cambiare il panorama economico e sociale del mondo. Naturalmente, ciò sta già accadendo e il processo si accelera ogni giorno, il che è tanto eccitante quanto spaventoso. La velocità di sviluppo delle nuove tecnologie rende difficile prevederne i risultati. È quindi fondamentale disporre di alcuni principi giuridici per garantire che l’intelligenza artificiale venga utilizzata in modo vantaggioso per tutti. Trattandosi di un “fenomeno globale”, sarebbe meglio che ci fosse almeno un accordo universale su cosa sia l’intelligenza artificiale dal punto di vista legale.

Tuttavia, è improbabile che ciò avvenga a livello globale. Alcuni Paesi stanno cercando di definire l’intelligenza artificiale in base al suo scopo o alle sue funzioni, altri in base alle tecnologie utilizzate e altri ancora stanno combinando approcci diversi. Tuttavia, molte giurisdizioni chiave stanno cercando di concordare una definizione di IA e di trovare principi comuni. Questo è importante per evitare problemi pratici, soprattutto per i fornitori di soluzioni globali di IA, che presto dovranno affrontare numerosi problemi di conformità. Solo un’interoperabilità almeno di base tra le giurisdizioni permetterà all’IA di raggiungere il suo pieno potenziale.

L’approccio dell’UE

Diversi Paesi dell’Unione Europea hanno cercato di “approcciare” la questione dell’IA in molti modi. Tuttavia, se cerchiamo una risposta rapida alla domanda “qual è la definizione più probabile di IA nell’UE?”, la maggior parte ci rimanda alla legge sull’intelligenza artificiale, o legge sull’IA, o piuttosto alla sua bozza. Gli Stati membri stanno rimandando decisioni concrete fino all’adozione della versione finale dell’AI Act, che regolerà in modo completo la tecnologia a livello europeo in tutti gli Stati membri.

La versione attualmente disponibile al pubblico dell’AI Act contiene la seguente definizione di sistema di intelligenza artificiale:

“Un sistema di intelligenza artificiale è un sistema basato su una macchina progettato per operare con vari livelli di autonomia e che può mostrare capacità di adattamento dopo l’implementazione e che, per obiettivi espliciti o impliciti, deduce, dagli input che riceve, come generare output quali previsioni, contenuti, raccomandazioni o decisioni che possono influenzare ambienti fisici o virtuali”.

Fonte: https://www.linkedin.com/feed/update/urn:li:activity:7155091883872964608/

Che può essere tradotto come: “Un sistema di intelligenza artificiale è un sistema macchina progettato per operare con vari livelli di autonomia, che può mostrare adattabilità quando viene impiegato e che, per scopi espliciti o impliciti o nascosti, infonde dagli input che riceve come generare output come previsioni, contenuti, raccomandazioni o decisioni che possono influenzare ambienti fisici o virtuali.”

Ciò è in contrasto con l’ultimo testo della legge sull’intelligenza artificiale del 2023, che definiva un sistema di intelligenza artificiale come “un software sviluppato utilizzando una o più delle tecniche e degli approcci elencati nell’allegato I che può, per una determinata serie di scopi definiti dall’uomo, generare output quali contenuti, previsioni, raccomandazioni o decisioni che influenzano gli ambienti con cui interagisce”.

L’UE si è quindi avvicinata, nella sua definizione di sistema di intelligenza artificiale, allo standard dell’OCSE.

E qual è questo standard? Nel novembre 2023. L’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) ha aggiornato la definizione di IA contenuta nei Principi dell’IA dell’OCSE. Si tratta del primo standard intergovernativo sull’IA (è stato adottato nel 2019). Numerose autorità in tutto il mondo si sono impegnate ad applicare questa definizione direttamente o con piccole modifiche. Anche l’Unione Europea fa parte di questo gruppo.

Fonte: https://oralytics.com/2022/03/14/oced-framework-for-classifying-of-ai-systems/

Definizione OCSE di sistema di IA:

Un sistema di IAè un sistema basato su una macchina che, per obiettivi espliciti o impliciti, deduce, dagli input che riceve, come generare output quali previsioni, contenuti, raccomandazioni o decisioni che possono influenzare ambienti fisici o virtuali”. I diversi sistemi di IA variano nei loro livelli di autonomia e adattabilità dopo l’implementazione”.

(IT: “Un sistema di intelligenza artificialeè un sistema basato su una macchina che, per scopi espliciti o impliciti, deduce dagli input ricevuti come generare output come previsioni, contenuti, raccomandazioni o decisioni che possono influenzare ambienti fisici o virtuali. I diversi sistemi di intelligenza artificiale variano nel loro livello di autonomia e adattabilità una volta implementati”).

L’attuale modello di sistema di intelligenza artificiale dell’OCSE

Oltre a questa definizione, le raccomandazioni dell’OCSE stabiliscono altri cinque principi basati sui valori per una gestione responsabile dell’intelligenza artificiale affidabile.

Questi includono:

crescita inclusiva, sostenibilità e prosperità

valori e giustizia incentrati sull’uomo

trasparenza e “spiegabilità

solidità, sicurezza e protezione

responsabilità.

Nel contesto di quanto sopra, i Paesi che si sono impegnati a rispettare i Principi dell’OCSE sull’intelligenza artificiale dovrebbero riflettere gli aspetti elencati (almeno in teoria). In questo contesto, l’UE è sulla strada giusta.

Come viene interpretata l’intelligenza artificiale a livello globale?

Gli Stati Uniti

Secondo il sito web della National Conference of State Legislatures, almeno 25 Stati, Porto Rico e il Distretto di Columbia hanno introdotto una legislazione sull’intelligenza artificiale nel 2023, mentre 15 Stati e Porto Rico hanno approvato risoluzioni in materia. I singoli Stati hanno adottato più di 120 iniziative in relazione a questioni generali di IA (la legislazione su tecnologie specifiche di IA, come il riconoscimento facciale o le auto autonome, è monitorata separatamente).

L’approccio negli Stati Uniti è quindi variabile. A titolo di curiosità, nel maggio 2023 è stata presentata in California una proposta di legge che chiede al governo degli Stati Uniti di imporre una moratoria immediata sull’addestramento di sistemi di intelligenza artificiale più potenti del GPT-4 per almeno sei mesi, per dare tempo allo sviluppo di un sistema di gestione dell’IA – il suo stato è attualmente “in sospeso”, ma non sembra probabile che venga adottata.

Per quanto riguarda la definizione di intelligenza artificiale, negli Stati Uniti non esiste una definizione legale uniforme. Tuttavia, uno dei principali atti legislativi in materia di IA – il National AI Initiative Act del 2020. – ha istituito l’Ufficio nazionale per l’iniziativa sull’intelligenza artificiale e ha definito l’intelligenza artificiale come “un sistema basato su una macchina che può, per un determinato insieme di obiettivi definiti dall’uomo, fare previsioni, raccomandazioni o decisioni che riguardano ambienti reali o virtuali”. Il documento prosegue spiegando che “i sistemi di intelligenza artificiale utilizzano input basati sulla macchina e sull’uomo per: (A) percepire ambienti reali e virtuali; (B) astrarre tali percezioni in modelli attraverso l’analisi in modo automatizzato; e (C) utilizzare l’inferenza del modello per formulare opzioni di informazione o azione”. Tuttavia, il documento si concentra principalmente sull’organizzazione dell’Ufficio AI per sostenere lo sviluppo di questa tecnologia negli Stati Uniti, piuttosto che sulla regolamentazione dell’intelligenza artificiale stessa.

Gli Stati Uniti si sono impegnati a rispettare i principi dell’OCSE sull’intelligenza artificiale. Tuttavia, esistono anche altre indicazioni su cosa aspettarsi dalle normative federali sull’intelligenza artificiale. Il “Blueprint for an AI Bill of Rights: Making Automated Systems Work for the American People” è il punto di partenza. È stato pubblicato dall’Ufficio della politica scientifica e tecnologica della Casa Bianca nell’ottobre del 2022 e contiene un elenco di cinque principi per “aiutare a fornire una guida ogni volta che i sistemi automatizzati possono influenzare in modo significativo i diritti, le opportunità o l’accesso alle esigenze critiche del pubblico”. Questi principi includono:

1. sistemi sicuri ed efficienti

2. protezione dalla discriminazione algoritmica

3. privacy dei dati

4. notifica e spiegazione

5. alternative umane, considerazioni e soluzioni di ripiego.

La definizione di sistemi di intelligenza artificiale coperta dal Blueprint comprende due elementi: (i) hanno il potenziale per incidere in modo significativo sui diritti, le capacità o l’accesso di individui o comunità e (ii) sono un “sistema automatizzato”. Un sistema automatizzato è inoltre definito come “qualsiasi sistema, software o processo che utilizzi l’informatica come parte o tutto il sistema per determinare risultati, prendere o supportare decisioni, informare l’attuazione di politiche, raccogliere dati o osservazioni o interagire in altro modo con individui e/o comunità”. I sistemi automatizzati includono, ma non sono limitati a, sistemi derivati dall’apprendimento automatico, dalla statistica o da altre tecniche di elaborazione dei dati o dall’intelligenza artificiale ed escludono le infrastrutture informatiche passive”. Per chiarire, “l’infrastruttura informatica passiva è qualsiasi tecnologia intermediaria che non influenza o determina l’esito di una decisione, non prende o assiste nel prendere una decisione, non informa l’attuazione di una politica o non raccoglie dati o osservazioni”, compreso, ad esempio, il web hosting.

In termini di altre giurisdizioni chiave, nessuna delle seguenti ha una definizione legale ampiamente riconosciuta, ma:

Cina

La Cina ha definito standard a livello nazionale e adattamenti locali che si basano su alcune definizioni relative alla funzionalità dei sistemi di intelligenza artificiale;

Hong Kong

ha creato linee guida per lo sviluppo e l’uso etico dell’intelligenza artificiale, che definiscono l’intelligenza artificiale come “una famiglia di tecnologie che prevedono l’uso di programmi informatici e macchine per imitare le capacità decisionali e di risoluzione dei problemi degli esseri umani”.

Il Giappone

Il Giappone ha definito una “Strategia AI 2022”. È stata pubblicata dal Consiglio per la promozione della strategia di innovazione integrata dell’Ufficio di Gabinetto. Il documento suggerisce che “AI” si riferisce a un sistema in grado di svolgere funzioni ritenute intelligenti.

Singapore

Singapore, invece, ha cercato di definire l’“IA” come un insieme di tecnologie progettate per simulare caratteristiche umane come la conoscenza, il ragionamento, la risoluzione di problemi, la percezione, l’apprendimento e la pianificazione e, a seconda del modello di IA, produrre un risultato o una decisione (come una previsione, una raccomandazione e/o una classificazione). Questa definizione è contenuta nel Model Framework for the Management of Artificial Intelligence pubblicato dalla Infocomm Media Development Authority e dalla Personal Data Protection Commission.

***

I tentativi di creare una definizione giuridica di intelligenza artificiale sono in corso in tutto il mondo. Attualmente, una delle proposte più recenti è quella avanzata dall’OCSE. La promulgazione della legge sull’IA nella sua versione finale accelererà certamente il processo di unificazione dell’approccio alla definizione di IA a livello mondiale. Resta aperta la questione se alcuni Paesi non vorranno comunque “distinguersi” con un approccio fortemente liberale all’IA per attirare a sé i creatori di questa tecnologia (senza curarsi particolarmente degli aspetti legali ed etici).

Autori:Mateusz Borkiewicz,Agata Jałowiecka,Grzegorz Leśniewski

Acconsento a … o alla protezione dei dati nell’e-commerce

📌 Gestire un negozio online senza trattare i dati personali dei clienti è impossibile. O meglio, non solo impossibile, ma anche privo di senso. È sufficiente sapere che tale trattamento è disciplinato dal Regolamento UE sulla protezione dei dati (RODO) e comporta, tra l’altro, laraccolta, la registrazione, la conservazione, la modifica, la condivisione e la cancellazione dei dati dei clienti. Avrete sicuramente sentito parlare del RODO: da quando è in vigore (2018), le clausole informative possono letteralmente saltare fuori anche dal frigorifero.

Quindi, per essere conformi alla legge, dovete ricordarvi di includere nel vostro e-commerce:

  • una clausola informativa/politica sulla privacy,
  • e, in alcune situazioni, clausole di consenso per il trattamento dei dati.

Come commercianti, dovete informare i vostri clienti che state trattando i loro dati al più tardi nel momento in cui li raccogliete, o a tempo debito se li ottenete tramite terzi. In pratica, potete farlo al momento della creazione di un account, dell’inoltro di un ordine, dell’invio di una richiesta tramite un modulo di contatto o dell’iscrizione a una newsletter, tra le altre cose.

📌 Avete diverse opzioni per l’attuazione dell’obbligo di informazione, ad esempio potete

  • includere tutte le informazioni (complete) in ogni punto di raccolta dei dati, oppure
  • inserire nei punti suddetti brevi riferimenti che reindirizzino l’utente all’informativa sulla privacy, che descriverà in dettaglio i processi di trattamento dei dati all’interno del vostro negozio.

👉 In pratica, la seconda soluzione viene scelta più spesso. È più semplice e riduce sicuramente la quantità di testo da inserire in ogni punto in cui un cliente può condividere i propri dati con voi.

Ricordate che il consenso al trattamento dei dati non è sempre necessario o giustificato, e a volteè un errore. Nei negozi di e-commerce è frequente vedere caselle di consenso per il trattamento dei dati personali, ad esempio per l’elaborazione di un ordine effettuato. Tuttavia, tale azione non è corretta. La normativa prevede diversi motivi per il trattamento dei dati, uno dei quali è la necessità di eseguire il contratto, cioè proprio la consegna della merce ordinata dal cliente. In questo caso, ottenere un ulteriore consenso per lo stesso genererà più problemi che vantaggi per voi.

Per quali scopi potete utilizzare i dati dei clienti? 💻

I dati dei clienti vengono solitamente trattati per la creazione di account, l’elaborazione degli ordini o per attività statistiche e di marketing. A tal fine, la normativa è piuttostoflessibilee non definisce le possibili finalità specifiche del trattamento.

Tuttavia, è necessario ricordare che i dati dei clienti:

  • non vengono raccolti “per back-up”, ma solo per scopi espliciti e legittimi che voi definite al momento della raccolta;
  • vengono raccolti solo nella misura necessaria a soddisfare le finalità, ossia non vengono raccolti più dati di quelli effettivamente necessari;
  • non vengono conservati più a lungo del necessario;
  • siano sicuri – la maggior parte delle multe elevate (sì, esistono multe per le violazioni del RODO e possono essere molto alte) sono dovute a violazioni della sicurezza, che inoltre possono essere fatali per la vostra immagine e la fiducia dei clienti. Naturalmente, il cliente deve essere a conoscenza delle finalità per cui trattate i suoi dati. Informatelo inserendo una cosiddetta clausola informativa nel punto in cui inizia la raccolta dei dati.

📌 Come “snellire” il percorso di acquisto per vendere in modo più efficace

L’obiettivo è creare un percorso d’acquisto facile da usare ed eliminare i contenuti eccessivi. Mantenete i consensi il più possibile brevi e riducete gli obblighi di informazione. Questo aiuterà i clienti a rimanere più a lungo sulla vostra pagina del negozio e a riempire il carrello virtuale.

Le normative richiedono l’inserimento di molti contenuti diversi nel percorso di acquisto. Tuttavia, potete semplificarle evitando un linguaggio giuridico complicato. I vostri clienti apprezzeranno messaggi semplici e comprensibili.

Esempio

La normativa richiede di raccogliere il consenso per “l’uso di apparecchiature terminali di telecomunicazione per scopi di marketing diretto, sotto forma di messaggi di testo inviati al numero di telefono cellulare che ho fornito di seguito, ai sensi della legge sulle telecomunicazioni del 16 luglio 2004 (Gazzetta Ufficiale n. 171, punto 1800)”.

È possibile semplificare il contenuto, ad esempio: “Accetto di ricevere newsletter sotto forma di SMS al numero di telefono fornito”.

Vedete la differenza? 🧐

Avete più opzioni come questa, se non altro quando comunicate la clausola informativa richiesta da RODO. Potete inserire nei punti di raccolta dei dati solo brevi riferimenti/hyperlink che rimandano alle informazioni complete fornite, ad esempio nella scheda dell’informativa sulla privacy. Non lasciate che le informazioni sul trattamento dei dati prendano il sopravvento sul percorso di acquisto!

Nuovi canali di vendita, stessi consensi e account cliente

Sì, sì, è possibile, ma dovete verificare i documenti in vostro possesso e assicurarvi che coprano le attività previste. Tuttavia, se l’accordo che avete concluso con il cliente riguarda solo il mantenimento di un conto all’interno di un servizio disponibile a un indirizzo specifico, il lancio di un conto su un’app mobile richiederà un adeguamento del consenso e quindi una modifica dei termini e delle condizioni. Una volta che il consenso è stato esteso di conseguenza, il cliente sarà in grado di utilizzare l’account sull’app mobilesenza doversi registrare nuovamente.

Il secondo documento da esaminare, oltre ai termini e alle condizioni, è la clausola informativa fornita al cliente in precedenza nell’ambito del RODO. Assicuratevi che le informazioni in essa contenute siano abbastanza universali da coprire anche questo canale. In caso contrario, è necessario integrarla.

👉 Dati raccolti nell’e-commerce rispetto all’attività fissa

Vi starete chiedendo se potete utilizzare i dati raccolti nel vostro negozio di e-commerce anche per le operazioni del vostro negozio fisso. La risposta è sì. Ad esempio, se avete lanciato un programma di fidelizzazione che dà diritto a sconti, promozioni o premi ricevuti in cartoleria, potete includere anche gli acquisti effettuati nel negozio online. Se volete svolgere altre attività di marketing in cartoleria sulla base dei consensi raccolti nel negozio online, anche questo è possibile. La normativa vigente favorisce tali soluzioni.

Di solito, i consensi ottenuti nell’e-commerce per il trattamento dei dati a fini di marketing sono sufficienti per poter organizzare campagne di marketing anche nel negozio di cartoleria.

Lo stesso vale per il consenso alla newsletter. Se si ottiene il consenso per una newsletter relativa al proprio negozio online, si possono includere informazioni sulla propria attività di cartoleria. L’idea è quella di ottenere il consenso per una newsletter “generale” che promuova i vostri prodotti o servizi. Assicuratevi che le informazioni fornite al cliente siano il più possibileuniversali– non inserite disposizioni che limitino le attività previste solo al negozio online. Questo è importante perché il cliente deve sapere che i suoi dati raccolti nel negozio online vengono elaborati anche per scopi commerciali fissi.

Troppi consensi, dati e clausole? Nessun problema, contattateLBKP, gli esperti di diritto delle nuove tecnologie che hanno preparato la sezione legale della nostra guida. Saranno lieti di rispondere alle vostre domande.

Il dottor Wojciech Lamik è stato nominato nel concorso Rising Stars 2024

Wojciech Lamik Rising Stars

Wojciech Lamik sta andando a gonfie vele, conquistando con determinazione e passione vette successive, dimostrando che nessuna sfida è troppo grande quando la visione si combina con l’azione.

Siamo lieti di annunciare che Wojciech è stato nominato per un prestigioso premio nell’ottava edizione del concorso organizzato da Wolters Kluwer PolskaRising Stars Lawyers – Leaders of Tomorrow 2024! Tra i numerosi candidati di spicco, sono state le sue impressionanti conoscenze sostanziali e la sua vasta esperienza a farlo emergere.

Wojciech è specializzato nel diritto delle nuove tecnologie, nella protezione dei dati e dei diritti personali, nella proprietà intellettuale e nell’e-commerce, in particolare nell’attuazione della legge sui servizi digitali. Nel corso degli anni ha sviluppato le sue competenze acquisendo esperienza in importanti studi legali di Breslavia, Varsavia e Katowice e nel dipartimento di sicurezza di una delle maggiori banche polacche.

I suoi risultati accademici includono un dottorato di ricerca difeso presso l’Università di Breslavia, numerosi articoli scientifici nel campo delle nuove tecnologie e del diritto dei dati personali e la co-autorialità di monografie e commenti sulle più recenti normative giuridiche, come il RODO o il Digital Services Act. ⚖️💻

Wojciech è attivo nella promozione di standard legali nelle nuove tecnologie:

🔷 come presidente del Comitato per le nuove tecnologie e la trasformazione digitale presso l’OIRP di Breslavia.

🔷 Coordinatore del team Nuove tecnologie presso il Consiglio nazionale dei consulenti legali.

🔷 Co-conduttore del popolare podcast “Law and New Technologies”, che ha guadagnato migliaia di ascoltatori.

Alla fine di settembre di quest’anno. Wojciech è stato eletto anche come:

🔷 Membro del Consiglio dell’OIRP di Breslavia per il periodo 2024-2028.

🔷 delegato al Congresso nazionale dei consulenti legali.

Inoltre, Wojciech ha ricevutoil distintivo d’argento “Merito per l’autogoverno dei consulenti legali” – questo prestigioso riconoscimento riassume il suo impegno per l’autogoverno negli ultimi anni. 🏅

La sua passione per lo sviluppo del diritto delle nuove tecnologie non solo ispira, ma influenza anche un reale cambiamento nel settore. Ci congratuliamo con Wojciech per questa eccezionale nomina e incrociamo le dita per un ulteriore successo! 🚀

#RisingStars #Nomination #LeadersTomorrow #Competizione #WoltersKluwer #LBKP

Sono aperte le iscrizioni al corso post-laurea “Diritto delle nuove tecnologie

🚀 Iscrizioni al corso post-laurea “Diritto delle nuove tecnologie!

Sono aperte le iscrizioni al corso post-laurea “Diritto delle nuove tecnologie – al servizio delle imprese e del settore pubblico” presso la Facoltà di Giurisprudenza e Amministrazione dell’Università di Łódź, diretto dalla Dott.ssa Marlena Sakowska-Baryła, Prof. UŁ Ph.

Siamo lieti di annunciare che il nostro nuovo esperto di diritto tecnologico, il Dr. Wojciech Lamik, sarà un docente di questo studio!

🌟 Perché aderire?

Immaginate di essere in prima linea tra i professionisti legali al servizio di aziende all’avanguardia che utilizzano l’intelligenza artificiale, l’e-commerce, il marketing digitale e i servizi elettronici. Oppure lavorate nel settore pubblico, nelle implementazioni IT e nell’e-government, dando forma al futuro del governo digitale. Questo corso di laurea è l’occasione ideale per acquisire le conoscenze e le competenze necessarie!

👩‍🏫 Perché questi studi sono unici?

🔹 Oltre 200 ore di lezioni tenute da esperti del settore: imparate dai migliori del settore!

🔹 Imparate a conoscere le tecnologie legali, la sicurezza informatica e l’intelligenza artificiale – rimanete al passo con le ultime tendenze.

🔹 Compendio completo di supporto alle tecnologie legali – per essere pronti alle sfide del futuro.

🔹 Analisi pratica delle questioni legali e delle implementazioni IT – per acquisire le competenze realmente richieste dal mercato del lavoro.

🎓 Lezioni esclusivamente online!

Così potrete studiare da qualsiasi parte del mondo e adattare l’apprendimento ai vostri orari. 🚀

🗓 Le assunzioni continuano fino al 15 ottobre 2024.

Il gruppo di docenti è una vera e propria vetrina per questi studi: Marlena Sakowska-Baryła, prof. UŁ dr hab, Zbigniew Okoń, Rafał Prabucki, PhD, Mariola Więckowska, Artur Prasal, Mirosław Gumularz, Ph.D., Prof. UŚ Dariusz Szostek,PhD, Beata Konieczna-Drzewiecka, Marcin Górski, Anna Kruszewska, Jakub Wyczik, Maciej Szmigiero, Arleta Nerka, Jan Wosiura, Kamil Szpyt, Dominika Kuźnicka- Błaszkowska, Milena Wilkowska, Tomasz S., Piotr Siemieniak, Magdalena Czaplińska, PhD, Damian Karwala, Ph.D., Izabela Kowalczuk-Pakuła, Dominika Prabucka, Agnieszka G., Adrian Kapczyński, CISA, CISM, Ph.D., Mateusz Jakubik, Michał Nowakowski, PhD, Gabriela Bar, Damian Flisak, Tomasz Izydorczyk, Krzysztof Stefański, Magdalena Piech, PhD, Iga Małobęcka-Szwast, LL.M., Mateusz Franke.

Ulteriori informazioni sono disponibili qui: 🔗https://lnkd.in/diPetjum

Open AI OASIS

La rivoluzione generata dall’IA e le sfide nel settore del game dev (e non solo).

Che cos’è e quali opportunità offre l’intelligenza artificiale (IA) nell’ambito dell’Open AI Oasis e come la regolamentazione dell’IA cambia le regole del gioco dal punto di vista legale?

OASIS
Fonte: www.oasis.decart.ai/introduction

AI – dalla sperimentazione alla rivoluzione in più settori industriali

L’intelligenza artificiale (AI) sta entrando sempre più audacemente in un numero maggiore di industrie e settori. Non molto tempo fa, i modelli linguistici basati sull’apprendimento automatico/deap learning hanno suscitato grandi entusiasmi (anche se contrastanti): ChatGPT, progettato da OpenAi, o il sempre più popolare Gemini di Alphabet (proprietaria di Google), che sono ormai entrati a far parte del canone degli strumenti standard utilizzati dalle aziende di quasi tutti i settori. Altrettanto entusiasmo suscitano gli strumenti grafici che utilizzano l’IA (come Midjourney, DALL-E3 o Canva AI Art Generator).

Le domande fondamentali che sorgono in questo thread sono: sostituiranno i grafici e gli artisti? E un’altra, altrettanto cruciale: è un bene per il mondo/industria creativa?

Negli ultimi giorni, numerose discussioni sono state suscitate dalla catena di moda spagnola Mango, che ha deciso di sostituire alcuni modelli con quelli generati dall’intelligenza artificiale. “Si tratta di creare contenuti più velocemente”, ha dichiarato l’amministratore delegato Toni Ruiz. Mango si unisce così ad altri marchi, come Levi Strauss & Co., Louis Vuitton e Nike, che hanno già stretto una partnership con società di modellazione AI. I vantaggi economici sono evidenti, perché l’uso dell’IA va ben oltre il marketing e la pubblicità. Ad esempio, aiuta a progettare le collezioni, fornendo ispirazione per i tessuti e altro ancora.

“Il bot è ora in grado di creare abiti in linea con l’estetica del design di Mango”.

– Ruiz, citato in precedenza, ha dichiarato.

AI w branży game dev

L’IA nell’industria dei videogiochi

L’IA è già entrata anche nell’industria dei giochi (nonostante le numerose valutazioni e i sentimenti negativi di alcuni giocatori). E non si tratta solo di supportare il loro processo di produzione con, tra l’altro, gli strumenti già citati o di “automatizzare” la creazione della trama del gioco o della storia stessa. Stiamo già parlando di giochi generati dall’intelligenza artificiale in tempo reale, in base alle preferenze o alle decisioni del giocatore.

In particolare, l’aspetto creativo, una sorta di “fattore x”, che dovrebbe distinguere i capolavori, le vere e proprie “gemme” (che richiedono emozioni o pensiero umano) dai giochi scritti da una “macchina”, è oggetto di dibattito. Spesso si fanno paragoni con serie o film (soprattutto i cosiddetti “blockbuster”), che non sono destinati ad avere un valore tipicamente artistico, ma semplicemente a spuntare una lista di elementi che il pubblico moderno (secondo le tendenze) vuole semplicemente guardare. Se alcuni progetti cinematografici sono scritti in questo modo dagli esseri umani (in base ai punti della lista che lo studio impone), allora sembra un passo successivo naturale esternalizzare questo aspetto a un’intelligenza artificiale sempre più sofisticata.

Zrzut ekranu z gry Oasis
Fonte: www.oasis.decart.ai/starting-point

Open AI OASIS – il primo progetto completamente privato di IA generativa in tempo reale

Non molto tempo fa, saremmo stati in grado di immaginare che uno qualsiasi dei modelli di IA generativa presenti sul mercato sarebbe riuscito a generare qualcosa che potesse essere definito un “gioco”? Lavorare insieme: Etched e Decart, specializzate in IA, hanno rilasciato il primo progetto completamente giocabile chiamato “Open AI OASIS”. Questo gioco si basa sulla generazione di video da parte dell’IA, ma a differenza della concorrenza, crea un’immagine fotogramma per fotogramma in base all’interazione dell’utente. L’immagine viene renderizzata in tempo reale a 20 fotogrammi di animazione al secondo.

“Oasis è il primo passo della nostra ricerca di mondi interattivi più complessi”, scrivono i produttori.

– scrivono i produttori.

Open AI OASIS ricorda a prima vista Minecraft (non senza ragione). Così possiamo muoverci al suo interno, costruire, influenzare i blocchi e utilizzare le attrezzature. Il modello è stato addestrato utilizzando Diffusion Forcing su un enorme set di dati di Minecraft utilizzando il codice open source OpenAI. ”

Open AI OASIS può essere personalizzato per generare un’ampia gamma di nuove mappe, giochi, funzionalità e modifiche con una formazione aggiuntiva limitata”.

– affermano gli sviluppatori.

Secondo i creatori (e i commenti del mercato), questo è solo un assaggio di ciò che ci aspetta. In futuro, saremo in grado di ‘animare’ qualsiasi immagine. Già oggi, molti creatori vedono un enorme potenziale per l’IA nei video interattivi, che saranno in grado di dare vita a mondi molto più avanzati, anche solo graficamente, di quello di Minecraft (che ha conquistato i cuori dei giocatori grazie, tra l’altro, alla sua semplicità grafica, ma che offre possibilità creative praticamente illimitate). Open AI OASIS stesso ha suscitato un tale interesse che, in poco più di tre giorni dal lancio, è riuscito ad attirare un milione di giocatori unici che hanno testato questa versione demo.

Open AI OASIS offre nuove opportunità ai giocatori

Per il momento, il gioco sembra essere più che altro una curiosità (pur offrendo già una quantità sorprendente di possibilità) che verrà sviluppata ulteriormente, soprattutto quando avrà il supporto della comunità. Tuttavia, sembra solo una questione di tempo prima che ci sia un’ondata di cloni o di titoli ispirati all’idea stessa. Con il tempo, probabilmente ci saranno titoli a tutti gli effetti (non più puramente sperimentali) basati su premesse simili. Sono il futuro dell’industria e possono sostituire creativamente gli sviluppatori di videogiochi (e catturare quel “fattore x”)? Le voci sono, come sempre, discordanti ed è difficile dare una risposta definitiva in questa fase, con l’industria (e gli strumenti di intelligenza artificiale) in così rapida evoluzione.

Di certo non si tratta di un fenomeno che può essere minimizzato (come fece Kodak con la fotografia digitale). Dopo tutto, chi tra i giocatori non ha sognato almeno una volta di diventare il creatore di un gioco da sogno, sviluppato secondo le proprie aspettative e preferenze? In una certa misura, questa funzione è stata assolta dai mod (modifiche al gioco) creati dalla comunità dei giocatori, che cambiano alcuni elementi del gioco: dagli abiti o dall’aspetto delle armi, alla modifica di alcune meccaniche (spesso quelle che infastidiscono i giocatori) e allo sviluppo della trama stessa. Questa potrebbe essere un’opzione ideale per la comunità di sviluppatori di giochi, soprattutto per coloro che non sono interessati ai mod nella loro forma attuale – perché non hanno le conoscenze, le competenze, il tempo, ecc. per creare mod da soli. In questo caso sarebbe sufficiente un modulo di IA, implementato nel gioco, in cui i giocatori potrebbero semplicemente digitare alcune richieste e, all’interno di un certo quadro (probabilmente sempre più ampio), ottenere ciò che “sognano”.

Prawo gaming

Legge nel gioco: come le normative sull’IA cambiano le regole del gioco?

È qui che sorgono (perché devono sorgere) le questioni standard per l’IA, in particolare la definizione di limiti etici e legali per tale interferenza e lo sviluppo di un determinato prodotto. In particolare, il diritto d’autore (chi sarà l’autore e in che misura?), le questioni relative ai dati personali (supponiamo che un determinato prodotto impari dal giocatore e possa elaborarne i dati in molti campi) o la responsabilità per i contenuti generati in questo modo (soprattutto se violano determinate leggi o regole; i cosiddetti “ contenuti illeciti”).

Sembra che la questione della protezione da interferenze eccessive con il codice o la proprietà intellettuale degli studi di sviluppo di videogiochi diventerà ancora più difficile. Anche se nel mercato si sta diffondendo una tendenza (che va di pari passo con la “rivoluzione” di cui sopra) a standardizzare la produzione, anche dei giochi più grandi, su un motore comune sviluppato da molti studi di sviluppo di videogiochi. Uno dei principali e più importanti negli ultimi anni è stato quello creato da EPIC Games: l’Unreal Engine. Quest’ultimo, nella sua ultima versione “5 ”, sarà utilizzato, ad esempio, negli ultimi giochi di CD Projekt RED (il che potrebbe essere legato ai problemi di RedENGINE con Cyberpunk 2077).

Open AI OASIS e la legge

I documenti legali disponibili sul sito web di Open AI OASIS sono, per il momento, molto standard (le stesse Condizioni d’uso sono soggette alla legge dello Stato di New York) e non affrontano adeguatamente molti di questi problemi. La legge coprirà e regolerà questi aspetti in modo sempre più dettagliato, questo è certo. Già ora solleva molte domande alle quali non c’è una risposta chiara (quindi queste questioni sono regolate contrattualmente, e anche in questo caso sollevano molti interrogativi).

Osserviamo con grande curiosità lo sviluppo dell’IA, anche nel settore dei videogiochi. I prossimi anni sembrano essere un periodo in cui l’applicazione e l’impatto dell’IA sul settore del game dev (e non solo) progrediranno in modo esclusivo. A che ritmo e in che misura? Non siamo in grado di prevederlo.

Se siete alle prese con problemi simili e state cercando risposte a domande legali fondamentali (perché, ad esempio, volete utilizzare l’IA nella vostra attività, non solo nel game dev), saremo lieti di supportarvi in queste questioni – anche nella nostra pratica sia l’#AI che il #game dev sono oggetto di numerosi studi, contratti e implementazioni per i nostri clienti.

Non esitate a contattarci!

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Wojciech Kostka

Specializzato in diritto delle nuove tecnologie, immobiliare, IT, proprietà intellettuale, protezione dei dati, e-commerce e diritto commerciale e delle fusioni e acquisizioni.

Da molti anni è coinvolto nell’industria del GameDev, dove ha acquisito una preziosa esperienza pratica come appassionato del settore. Considerato uno dei maggiori esperti legali del settore GameDev in Polonia, è autore di numerose pubblicazioni sul diritto GameDev. Attualmente ricopre la carica di vicepresidente del Consiglio di vigilanza di Techland S.A., dove vengono sviluppati alcuni dei giochi più attesi al mondo.

Fornisce consulenza su progetti strategici, negoziando accordi commerciali e di investimento nazionali e internazionali. Ha una vasta esperienza nel settore dell’e-commerce. Assiste attivamente i clienti in progetti di protezione dei dati nelle operazioni di gruppi di capitali polacchi e globali (compresi i flussi di dati internazionali).

Fonti:

  • www.oasis.decart.ai
  • www.wirtualnemedia.pl
  • www.gry.interia.pl

Suno AI – il vostro compositore e cantante personale nel mondo dell’intelligenza artificiale

Negli ultimi anni, lo sviluppo dell’intelligenza artificiale (IA) ha rivoluzionato la tecnologia e i campi dell’arte e della cultura, ponendo allo stesso tempo delle sfide in merito al diritto delle nuove tecnologie, al copyright e all’etica delle creazioni generate dall’IA. La musica creata da piattaforme come Suno AI può essere venduta? È legale e qual è la questione del copyright nel contesto delle nuove tecnologie?

Logo SUNO AI

Source: www.suno.com

Breve descrizione di Suno AI

Una piattaforma popolare che utilizza l’intelligenza artificiale per creare musica è Suno AI. Consente agli utenti di personalizzare le composizioni attraverso la selezione degli strumenti, l’arrangiamento e gli effetti sonori, rendendolo uno strumento per musicisti amatoriali e professionisti.

L’intelligenza artificiale ha suscitato sempre più polemiche in concorsi artistici come il Colorado State Fair e il Sony World Photography Awards, dove il suo utilizzo ha minato l’integrità della competizione. Nonostante i dubbi, la National Academy of Recording Arts and Sciences degli Stati Uniti ha annunciato che le canzoni che utilizzano l’IA possono concorrere per un premio Grammy, a condizione che l’intelligenza artificiale non svolga un ruolo dominante in esse. Il fatto è che l’uso dell’IA nel mondo dell’arte crea spazio per vari abusi. Tra gli esempi di frode vi è la generazione di immagini, testi o foto da parte dell’IA, che costringe gli organizzatori ad aggiornare norme e regolamenti e a utilizzare strumenti per individuare i contenuti creati dagli algoritmi.

Se da un lato l’IA può favorire la creatività, dall’altro il suo uso improprio pone problemi legali, etici e di concorrenza leale.

SUNO AI screen

Source: www.suno.com

Le canzoni di Suno AI sono legali e possono essere vendute?

Gli utenti gratuiti di Suno AI possono creare musica solo per uso non commerciale, mentre gli abbonati ai piani Pro e Premier hanno il diritto di monetizzarla secondo i termini e le condizioni della piattaforma. La scelta di un piano a pagamento consente l’uso commerciale dei brani e riduce i rischi legali.

Gli utenti gratuiti devono sempre riconoscere la paternità di Suno AI quando pubblicano tutte le loro creazioni (ad esempio indicando brevemente “Created with Suno”) – gli utenti a pagamento possono farlo o meno.

È possibile monetizzare Suno AI su YouTube?

Se un utente vuole utilizzare la musica creata con Suno AI su YouTube e monetizzarla, ci sono alcune questioni legali da considerare. L’utilizzo del piano gratuito di Suno AI consente di creare musica solo per scopi non commerciali, quindi non è possibile monetizzare questi brani su YouTube. Per avere il diritto di monetizzare, è necessario passare a un piano di abbonamento a pagamento (Pro o Premier), che consente l’uso commerciale, compresa la monetizzazione degli annunci su YouTube, a condizione che si rispettino i termini di servizio di Suno AI. È importante creare i propri testi e, quando si utilizzano testi di canzoni protette da copyright, è necessario ottenere le autorizzazioni necessarie per evitare problemi legali.

SUNO AI zagrożenia prawne

Rischi legali – Suno AI ha delle limitazioni?

Chi deve essere considerato il proprietario di una canzone creata dall’IA? – Il diritto d’autore.

Allo stato attuale della legge, la paternità è attribuita agli esseri umani, il che complica la situazione per la musica generata dagli algoritmi. Il proprietario potrebbe essere lo sviluppatore del software, l’utente che utilizza l’IA o, in teoria, l’IA stessa. Ci sono già stati casi giudiziari negli Stati Uniti e nell’Unione Europea che stanno iniziando a inquadrare queste discussioni, ma non ci sono standard chiari.

Nel contesto di Suno AI, il proprietario del brano creato diventa Suno AI nel caso di utenti gratuiti. Gli abbonati a pagamento diventano proprietari delle canzoni create con Suno AI. Tuttavia, ciò che viene abilmente definito da Suno come “proprietà” non implica la piena titolarità dei diritti d’autore sulle creazioni di Sunu AI.

L’utilizzo dei testi di canzoni famose, anche nel caso di musica creata dall’intelligenza artificiale, può comportare una violazione del copyright. I testi originali rimangono protetti dal diritto d’autore e il loro utilizzo senza le opportune licenze può avere conseguenze legali e superare i potenziali profitti.

Gli uffici per i diritti d’autore, come l’U.S. Copyright Office e ZAiKS, stanno sviluppando linee guida per la notifica delle opere create dall’IA per definire con precisione cosa può essere protetto dal diritto d’autore e quali informazioni sono necessarie per la registrazione.

ZAiKS sul diritto d’autore delle opere create dall’IA

L’11 giugno 2024, la ZAiKS (Associazione degli autori e dei compositori teatrali) ha annunciato che le opere create esclusivamente dall’intelligenza artificiale non saranno protette dal diritto d’autore né soggette a licenza. Solo le opere create dall’uomo saranno protette dalla legge e le opere supportate dall’intelligenza artificiale in cui il creatore ha libertà di scelta potranno essere registrate secondo le regole esistenti.

Nel marzo 2023, l’Ufficio del copyright degli Stati Uniti ha pubblicato le linee guida per la registrazione delle opere assistite dall’IA, che specificano che le opere create esclusivamente dall’IA non sono protette dal diritto d’autore. I creatori devono documentare il loro contributo sostanziale al processo creativo e identificare chiaramente la misura in cui l’IA è stata utilizzata nella creazione dell’opera.

Plagio e ispirazione: è legale rielaborare le canzoni?

La musica generata dall’IA è spesso basata sull’analisi di canzoni esistenti, il che aggiorna il rischio di accuse di plagio. Se il brano generato assomiglia troppo a un’opera protetta da copyright, può sorgere un conflitto. Diventa quindi fondamentale stabilire quali criteri di originalità debbano essere applicati nella valutazione delle opere generate dall’IA.

Proprietà intellettuale delle banche dati

L’IA, compresa Suno AI, apprende da grandi quantità di dati musicali. L’uso di questi dati può violare il diritto d’autore dei loro creatori originali se non si ottengono le opportune licenze. Le norme che impongono la trasparenza nel processo di formazione dei modelli potrebbero contribuire a risolvere questo problema, ma mancano ancora standard globali.

Musica creata dall’intelligenza artificiale. Problemi di applicazione

La generazione di musica su larga scala, spesso anonima e transfrontaliera, rende difficile l’applicazione del copyright. Un esempio è rappresentato dai casi in cui le canzoni create dall’intelligenza artificiale vengono vendute sulle piattaforme digitali senza il consenso dei proprietari dei diritti del materiale di partenza su cui l’algoritmo ha imparato.

Il confine tra l’opera di un artista supportata dall’IA e un’opera creata interamente dall’IA dipende dal grado di controllo e di contributo creativo dell’uomo. Se il ruolo dell’uomo è limitato solo all’avvio del processo e tutto il resto del lavoro è svolto dall’IA, tale opera non sarà protetta dal diritto d’autore.

Wytwórnie muzyczne, prawo, AI

Le etichette musicali contro Suno AI

Il dilemma se l’intelligenza artificiale rifletta o copi le idee musicali si sta svolgendo sotto i nostri occhi, sollevando interrogativi sui limiti della creatività delle macchine.

Circa 200 artisti, tra cui Billie Eilish e Nicki Minaj, hanno firmato una lettera che chiede di porre fine all’uso “predatorio” dell’intelligenza artificiale nell’industria musicale. Gli artisti hanno espresso il timore che l’intelligenza artificiale possa minacciare il loro lavoro e i loro valori artistici, chiedendo la protezione del copyright e un trattamento equo per i creatori.

Cause legali per l’utilizzo di canzoni per addestrare modelli di intelligenza artificiale

Il 24 giugno 2024, la Recording Industry Association of America (RIAA) ha intentato due cause per violazione del copyright di registrazioni sonore presumibilmente copiate e utilizzate senza autorizzazione per addestrare gli strumenti di generazione musicale Suno e Udio di genAI, chiedendo un risarcimento danni fino a 150.000 dollari per ogni opera violata. Anche le etichette musicali come Sony Music, Universal Music e Warner Music, che rappresentano gli interessi dei proprietari dei diritti d’autore delle registrazioni sonore, si sono costituite parte civile nella causa.

Le accuse includono l’uso di opere protette per addestrare modelli di intelligenza artificiale senza il consenso dei titolari dei diritti e la generazione di musica che imita lo stile e il lavoro degli artisti, con il rischio di ingannare i consumatori. Nella causa, le etichette chiedono tre soluzioni: il riconoscimento della violazione del copyright delle registrazioni sonore da parte di entrambi i servizi, un’ingiunzione contro ulteriori violazioni e il risarcimento dei danni per le violazioni già commesse.

La causa sottolinea che Suno e Udio creano canzoni, come ”, così simili alle registrazioni originali degli ABBA che anche i fan più affezionati del gruppo avrebbero difficoltà a distinguerle. Tra le altre canzoni citate nella causa ci sono “All I Want for Christmas is You” di Mariah Carey e “My Girl” dei Temptations.

Wyrok, prawo, przemysł muzyczny

Una sentenza che avrà un impatto sull’industria musicale

Il responsabile legale della RIAA, Ken Doroshow, afferma che:

‘si tratta di chiari casi di violazione del diritto d’autore che riguardano la copia senza licenza di registrazioni sonore su vasta scala. Suno e Udio stanno cercando di nascondere la portata delle loro violazioni, invece di basare i loro servizi su basi solide e legali. Queste azioni legali sono necessarie per rafforzare i principi di base dello sviluppo responsabile, etico e legale dei sistemi di intelligenza artificiale generativa e per porre fine alla palese violazione del copyright da parte di Suno e Udio”.

I rappresentanti di Udio sostengono che il loro sistema è progettato per creare musica che rifletta nuove idee musicali. Inoltre, assicurano che l’azienda ha implementato e migliora continuamente filtri avanzati che impediscono la copia di canzoni e voci di artisti protetti da copyright.

In una dichiarazione fornita a Music Week, Mikey Shulman, amministratore delegato di Suno, ha affermato che:

‘La missione di Suno è quella di consentire a chiunque di creare musica. La nostra tecnologia è innovativa: è stata progettata per generare risultati completamente nuovi, non per memorizzare e ripetere contenuti esistenti. È per questo che non permettiamo agli utenti di inserire richieste relative ad artisti specifici…”. Suno è stato creato pensando a nuova musica, nuove applicazioni e nuovi musicisti. Diamo valore all’originalità”.

La denuncia contro Suno è disponibile qui. La sentenza potrebbe avere implicazioni per lo sviluppo dell’IA e per l’industria musicale.

Suno AI – opportunità per l’industria musicale in un contesto legale

La musica generata dall’IA di Suno offre possibilità interessanti, ma allo stesso tempo pone molte sfide all’industria legale. Le normative attuali sono sufficienti? Abbiamo bisogno di normative innovative che tengano conto delle specificità della creazione di IA, proteggendo al contempo gli interessi di artisti, produttori e utenti.

Suno AI può diventare un catalizzatore per i moderni accordi di licenza. La generazione automatica di musica consente di sviluppare soluzioni come le sublicenze per l’utente finale, che permettono un uso diffuso delle opere nei progetti multimediali. È inoltre possibile introdurre licenze automatizzate basate su cloud che semplificano il processo di ottenimento delle approvazioni per l’uso della musica, eliminando la necessità di lunghe negoziazioni.

Con la tecnologia AI, le questioni legali possono diventare più efficienti. L’automazione dei diritti di licenza facilita l’ottenimento rapido di licenze per pubblicità, giochi o produzioni audiovisive. Un esempio è la generazione di “suoni su richiesta” da parte di Suno AI, che consente alle piccole aziende e ai singoli creatori di utilizzare risorse musicali professionali senza dover investire in produzioni costose.

Un altro aspetto importante è la possibilità di creare banche dati aperte con musica generata dall’IA. Il sostegno normativo a tali iniziative potrebbe aumentare la disponibilità di risorse musicali, con un impatto positivo sullo sviluppo della cultura e della creatività.

Licencje, przemysł muzyczny, prawo

Il futuro delle licenze?

Sono necessari standard legali internazionali per regolamentare la paternità e le licenze della musica generata dall’IA. Una possibilità è l’introduzione di nuove categorie giuridiche come “opere co-create con l’IA”.

La tecnologia blockchain e i contratti intelligenti potrebbero semplificare le questioni relative alle licenze, introducendo trasparenza e automazione nel diritto d’autore. Grazie a questi strumenti, la storia della generazione e dell’utilizzo delle opere potrebbe essere tracciata, assicurando che i creatori siano adeguatamente compensati.

La discussione sul futuro del diritto d’autore e delle licenze nell’era dell’intelligenza artificiale è appena iniziata. La collaborazione tra le comunità legali, artistiche e tecnologiche sarà fondamentale per sviluppare soluzioni che massimizzino il potenziale dell’IA riducendo al minimo il rischio di conflitti e abusi.

Non vediamo l’ora di ascoltarvi!

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Mateusz Borkiewicz

Mateusz è specializzato in protezione dei dati, sicurezza delle informazioni (con particolare attenzione alla cybersecurity e alla privacy), e-commerce, IP, IT, sistemi di intelligenza artificiale, nuove tecnologie, contratti e questioni di diritto della protezione dei consumatori.

  • Fornisce consulenza su questioni strategiche, tra cui la protezione dei dati, all’interno di gruppi di capitali polacchi e internazionali (con particolare attenzione ai trasferimenti transfrontalieri di dati), progetti di e-commerce, intelligenza artificiale, ML nell’e-marketing, spam e violazione dei diritti personali su Internet.
  • Mateusz è un relatore frequente e apprezzato in conferenze, seminari, gruppi di consulenza e workshop. È autore di numerose pubblicazioni sulle sfide legali che coinvolgono la legge sulla protezione dei dati e coautore di due libri sui temi della privacy e della protezione dei dati (“La protezione dei dati personali nei dipartimenti HR secondo il GDPR” e “La protezione dei dati personali nel dipartimento IT”) pubblicati dalla casa editrice PRESSCOM. Mateusz è anche autore di un libro sulla legge sui servizi digitali.
  • Ha lavorato per uno dei maggiori studi legali polacchi, dove ha diretto l’ufficio di Wroclaw e ha diretto la practice sulle nuove tecnologie (TMT/GDPR) dello studio.
  • LOB/settori serviti: IT, software, cloud computing (SaaS, IaaS, PaaS), applicazioni web e mobile, IoT, AI, e-commerce, e-learning, e-sports, sviluppo di giochi, marketing, influencer marketing, media, VR, AR, no-profit, consulenza e advisory, e-medicina, vendite al dettaglio, produzione ed estrazione.

Quali sfide legali deve affrontare l’intelligenza artificiale?

Quali sfide legali deve affrontare l’intelligenza artificiale? 🤖 Allora abbiamo qualcosa per voi! L’articolo “Guida legale all’IA” redatto dai nostri esperti, l’avvocato Mateusz Borkiewicz e l’avvocato Grzegorz Leśniewski (link al profilo su LI), è una vera e propria miniera di conoscenze 🧠 per tutti coloro che vogliono comprendere meglio il lato legale dell’IA.

Cosa trovate nell’articolo? 📚

  • Per i geek: La sezione 1 è un’analisi giuridica approfondita dell’IA
  • Per i semi-geek: La sezione 2 fornisce informazioni sostanziali in un formato più accessibile, ideale per chi vuole capire di più ma senza immergersi in dettagli troppo specialistici.
  • Per i professionisti: le sezioni 3-5 sono costituite da domande e risposte pratiche, ideali per coloro che cercano indicazioni specifiche su come utilizzare legalmente l’IA nella loro attività quotidiana.

Perché vale la pena leggerlo. 🌍
In un’epoca di rapida evoluzione tecnologica, le domande sulla legalità dell’IA e sulla responsabilità delle sue attività si fanno sempre più pressanti. Questa guida non solo risponde a queste domande, ma mostra anche come orientarsi efficacemente per evitare potenziali insidie.

Imparerete, tra l’altro, a conoscere i seguenti aspetti:

  • È legale utilizzare l’IA? 🔍
  • Chi è responsabile degli errori dell’IA? ⚖️
  • Come creare IA in modo legale? 💻
  • Come utilizzare gli strumenti di IA in modo sicuro in un’azienda? 🛡️

Clicca ed esplora l’IA in un contesto legale con LBKP! 📲(tutto il testo deve essere un link all’articolo)

https://www.legal500.com/firms/239992-lesniewski-borkiewicz-kostka-partners/c-poland/news-and-developments/legal-guide-to-ai-by-lesniewski-borkiewicz-kostka-partners

DORA all’orizzonte: i cambiamenti chiave per il settore finanziario 🏦

DORA – nuovi standard per la sicurezza informatica 🔒

Nell’era digitale, quando la maggior parte delle transazioni finanziarie avviene online, la sicurezza dei nostri dati e fondi sta diventando una priorità. Di recente abbiamo visto tutti, con l’esempio del crash dei sistemi operativi di Microsoft, cosa succede quando uno dei servizi online più utilizzati dalle aziende, Office 365, viene colpito. ✈️🚫

I collegamenti aerei sono stati cancellati, la Borsa di Londra non ha funzionato e anche i clienti delle banche hanno segnalato problemi (in Polonia sono state colpite, tra le altre, Santander Bank e PKO BP). Microsoft ha stimato che l’incidente ha interessato fino a 8,5 milioni di dispositivi Windows. Gli effetti di quello che si è rivelato essere “solo” un crash hanno fermato per un attimo parte del mondo. L’entità dell’interruzione delle operazioni di enti di molti settori fa pensare a cosa potrebbe accadere quando non si tratta di un crash, ma di un attacco informatico riuscito. 🤔💻

L’Unione Europea, riconoscendo i crescenti rischi nell’ambito della sicurezza digitale per il settore finanziario e i suoi clienti, nel dicembre 2023 ha emanato il Digital Operational Resilience Act (DORA), che stabilisce nuovi standard per la sicurezza informatica delle entità finanziarie, con l’obiettivo di garantirne la resilienza a tutte le interruzioni e le minacce legate alle TIC. 🌐📜

I nuovi regolamenti mirano a:

Ridurre al minimo i rischi associati non solo agli attacchi informatici, ma più in generale agli incidenti di sicurezza. Stabilendo standard e procedure uniformi, la DORA dovrebbe contribuire a proteggere l’integrità, la sicurezza e la continuità dei servizi finanziari nell’Unione Europea. 🛡️🇪🇺

Il conto alla rovescia è partito ⏳

Le entità finanziarie hanno tempo fino al 17 gennaio 2025 per conformarsi al DORA. Dopo questa data, non ci saranno più tariffe agevolate – la FSA, durante i corsi di formazione e gli incontri con il settore finanziario, avverte che non aspetterà i ritardatari e prevede di verificare e imporre l’attuazione dei nuovi obblighi fin dal primo giorno. 📅🔍

È importante notare che il DORA non è una direttiva (come nel caso di un’altra legge sulla sicurezza informatica come la NIS2), ma un regolamento. Ciò significa che è vincolante nella sua interezza per le entità a cui si rivolge ed è direttamente applicabile in tutti i Paesi dell’Unione Europea, senza la necessità di implementarlo negli ordinamenti giuridici locali tramite leggi. 📜⚖️

Chi è interessato dal DORA? 🏦💼

La DORA riguarda principalmente – ma non esclusivamente – un ampio spettro di istituzioni finanziarie ed enti di finanza digitale. Tra gli altri, banche, compagnie di assicurazione, fondi di investimento, istituti di credito, fornitori di criptovalute, istituti di moneta elettronica e altri fornitori di servizi finanziari sono obbligati a rispettare la nuova normativa. 💳🏢

Inoltre, la DORA introduce alcuni obblighi per i fornitori di tecnologia, compresi i fornitori di servizi cloud e altri fornitori di servizi ICT. ☁️💻

Cosa significa DORA per il settore finanziario? 📊🔒

Il DORA impone obblighi agli operatori del settore finanziario, richiedendo alle istituzioni finanziarie non solo di rispondere agli incidenti, ma anche di adottare una serie di misure preventive, in base al principio che prevenire è meglio che curare. 💡🔧

In pratica, ciò significa agire principalmente nelle seguenti aree chiave:

  1. Gestione del rischio ICT 🖥️⚠️Instytucje finance dovrebbe sviluppare e implementare una strategia completa di gestione del rischio ICT. Questa strategia dovrebbe includere l’identificazione, la valutazione, il monitoraggio e il controllo dei rischi ICT per garantire la sicurezza e l’integrità dei sistemi IT.
  2. Gestione degli incidenti ICT 🛡️🚨La classificazione e la segnalazione degli incidenti ICT sono fondamentali per una gestione efficace della sicurezza, secondo la DORA. Le istituzioni finanziarie saranno tenute a seguire linee guida chiare per la classificazione degli incidenti, che dovrebbero portare a un’appropriata tracciabilità, analisi e risposta. Le responsabilità in quest’area comprenderanno, a titolo esemplificativo e non esaustivo: la creazione e l’implementazione di linee guida uniformi per la classificazione degli incidenti in base al livello di gravità e al tipo di minaccia; la regolare segnalazione degli incidenti alle autorità competenti e agli stakeholder, in conformità con gli standard e le normative applicabili; l’analisi delle cause principali degli incidenti per identificare le vulnerabilità e implementare le azioni correttive.
  3. Gestione del rischio da parte di fornitori esterni di servizi ICT 🤝🔍Le istituzioni finanziarie devono definire politiche per la gestione della cooperazione con fornitori esterni di servizi ICT. Le responsabilità in quest’area comprenderanno, tra l’altro, lo sviluppo di criteri per la valutazione e la selezione dei fornitori di servizi ICT per garantire che soddisfino i requisiti di sicurezza e conformità, assicurando che i contratti stipulati con i fornitori di ICT siano conformi ai requisiti stabiliti dalla DORA e monitorando e valutando regolarmente le prestazioni dei fornitori.
  4. La verifica della resilienza digitale operativa 🔄🛠️Obowiązki in questo settore comprenderà, tra l’altro, l’istituzione di un programma completo di verifica della resilienza digitale operativa. I soggetti finanziari diversi dalle microimprese saranno tenuti a testare tutti i sistemi e le applicazioni ICT almeno una volta all’anno. Per alcune entità obbligate, la DORA prevede anche l’obbligo aggiuntivo di effettuare test di penetrazione avanzati (TLPT) per la ricerca di minacce almeno ogni 3 anni.

Dove ci sono obblighi, ci sono anche sanzioni ⚖️💰

La comprensione e l’adeguamento ai requisiti della DORA sono essenziali dal punto di vista degli operatori finanziari, non solo per la necessità di garantire un adeguato livello di resilienza digitale operativa, ma anche per evitare gravi conseguenze legali e finanziarie.

Il DORA implica che alle autorità competenti (in Polonia sarà principalmente la FSA) saranno concessi ampi poteri di supervisione e applicazione del DORA. Esse avranno il diritto di richiedere l’accesso a tutti i documenti e i dati che riterranno rilevanti nel contesto delle loro indagini. Gli istituti finanziari devono prepararsi a eventuali revisioni e ispezioni. La mancata collaborazione o la mancata fornitura delle informazioni richieste possono comportare ulteriori sanzioni. 🔍📋

In caso di violazione del DORA, le autorità di vigilanza possono applicare diverse sanzioni amministrative. Queste includono, tra l’altro, ordini di cessazione e desistenza per le attività non conformi, l’obbligo di porre fine alle pratiche contrarie ai regolamenti e l’applicazione di sanzioni finanziarie volte a imporre la conformità. 💼💸

Sintesi 📊✍️

Naturalmente, una valutazione completa dell’impatto della nuova normativa sarà possibile solo dopo qualche tempo, ma osiamo già ipotizzare che il DORA rappresenti una pietra miliare per garantire la resilienza operativa digitale nel settore finanziario dell’UE. Con l’introduzione di nuovi standard di gestione del rischio ICT e l’obbligo di un approccio proattivo alla sicurezza digitale, il DORA non solo dovrebbe contribuire a proteggere le istituzioni finanziarie, ma anche ad aumentare la fiducia dei clienti nei servizi finanziari. La mossa è ora dalla parte del settore finanziario: il raggiungimento dell’obiettivo del DORA e dei vantaggi ad esso associati sarà possibile solo se l’implementazione dei nuovi regolamenti sarà presa sul serio. 🔜🔧

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